Come funziona un termoconvettore a convezione?

La peculiarità dei termoconvettori risiede nel fatto di produrre un movimento termico verso l’alto per contrastare le correnti fredde presenti nell’aria e ridurre al minimo la condensa sui vetri. I termoconvettori sono disponibili in un ampio ventaglio di proposte diverse per dimensioni, struttura e colori, prestandosi a soluzioni versatili di progettazione e installazione. I progettisti dei team di ricerca dei migliori brand di settore hanno sviluppato termoconvettori che si adattano meglio di prima alle specifiche di progettazione personalizzate di un dato ambiente e in grado di riscaldare senza sprechi di energia o di spazio.

Sono disponibili in commercio modelli che possono essere posizionati in prima linea, alloggiati in involucri personalizzati o montati in una varietà di altri modi. I termoconvettori si avvalgono, inoltre, di una vasta gamma di programmi e opzioni di controllo, dai termostati integrati per il controllo di singole unità ai controlli SCR (Silicon Controlled Rectifier, letteralmente ‘raddrizzatore controllato al silicio’) che possono essere integrati nei sistemi di gestione degli edifici (BMS) meglio noti come regolatori d’ambiente elettronici. Ma come funziona un termoconvettore a convezione? Semplice, attingendo a un fenomeno naturale noto come “convezione”. Nella sostanza, l’aria all’interno di un termoconvettore viene riscaldata diventando meno densa dell’aria fredda circostante, il che le consente di sollevarsi per il principio fisico della ‘galleggiabilità’.  

Quando l’aria riscaldata sale, l’aria più fresca che resta in basso, in prossimità del pavimento, viene aspirata dal termoconvettore, creando un flusso costante che dà la sensazione di un comfort termico uniforme in tutto l’ambiente. Collocando i termoconvettori sotto una finestra, l’aria riscaldata sale e blocca il tiraggio verso il basso dell’aria fredda, creando una barriera d’aria riscaldata. Nei termoconvettori gli elementi portanti e strutturali sono costituiti da resistenze a spirale avvolte in rivestimenti isolanti in ossido di magnesio e racchiuse in pannelli metallici. Le eventuali alette agevolano il trasferimento di calore creando un effetto ‘camino’ che indirizza l’aria verso l’alto. La maggior parte dei termoconvettori hanno alette in alluminio, tuttavia i più resistenti le hanno in acciaio. I surplus termici sono gestiti da rilevatori della temperatura concepiti per bloccare l’apparecchio in caso di surriscaldamento o anomalie di funzionamento dovute ad accumuli di calore. Altre curiosità potranno essere soddisfatte leggendo le domande frequenti sui termoconvettori.