I criteri per individuare la migliore impastatrice sul mercato

I criteri per scegliere una buona impastatrice (per non dire la migliore) sono più di uno. Se ad uso domestico si consiglia la planetaria, ormai entrata di diritto in quasi tutte le case, ma se proprio si vuole la migliore bisognerà dedicare qualche oretta alla scoperta di questo interessante apparecchio maestro nell’arte bianca, iniziando da una prima ‘infarinatura’, tanto per restare in tema, sul sito www.impastatricemigliore.it. Se vogliamo risparmiare tempo e andare sul sicuro pescando nel mazzo dei principali brand di settore, si può scegliere modelli di sicura affidabilità griffati Ariete, Ferrari o Kenwood e saremo certi di non sbagliare, se invece si è alla ricerca di un’impastatrice di qualità a prescindere dalla marca, ci si dovrà applicare più e meglio per poter arrivare a una scelta oculata, anche se controcorrente.

Non esistono classifiche che possano dare delle indicazioni a riguardo o, meglio, si trovano in rete o fuori delle hit più o meno fondate dei migliori modelli in commercio, ma più che puntare alle graduatorie, sarebbe meglio concentrarsi su quale impastatrice può meglio di ogni altra fare al caso nostro, se si è patiti della pizza o si preferisce rispolverare il fascino del pane fatto in casa o, ancora, se si prediligono impasti sfiziosi e meno scontati, più originali e fantasiosi piuttosto che focacce, creme o biscotti.

Su questa base sarà più facile ed anche avvincente trovare il modello giusto, senza farsi influenzare da fantomatiche graduatorie. Intanto, la prima cosa da chiedersi è se può servirci, o meno, un’impastatrice in casa. Per rispondere al quesito basta fare mente locale alle proprie abitudini culinarie, se si è propensi a fare dolci in casa, ad esempio, o si è patiti della pizza in tutte le salse. Per ogni esigenza non sarà difficile trovare l’impastatrice più calzante, senza mai perdere di vista il livello di consumo che varia a seconda degli apparecchi. Solitamente questo valore è riportato nella scheda tecnica del prodotto, che indica i consumi presunti in relazione al wattaggio dell’apparecchio, basta moltiplicare il numero indicato con la spesa media di un kWh che si aggira fra i 10 e il 20 centesimi all’ora.